Immagine coordinata 2.2

Ti sei accorto che il mondo si regge intorno al concetto di immagine?
Un bell’orologio è “immagine”, un bel vestito è “immagine”, una bella borsa è “immagine”, una bella macchina è “immagine”, etc…
Ma certo che te ne sei accorto! Per questa ragione, anche per il tuo business hai bisogno di una “immagine”.

NO IMMAGINE, NO BUSINESS!

Esiste uno strumento per la comunicazione visiva, chiamato “immagine coordinata”, che ha il fine di trasmettere l’identità aziendale e se ne avvalgono aziende, società, enti, associazioni, liberi professionisti e tantissime altre organizzazioni, profit e no-profit per farsi conoscere e per far percepire all’esterno la qualità dei loro prodotti/servizi.

Ma quando l’immagine diventa coordinata?
Quando la sua progettazione e lo sviluppo grafico degli elementi di cui si compone, sostiene una singolarità aziendale.

Designer Teramo Gabriella Sperandio

Se anche tu pensi che l’identità, il prodotto/servizio, l’azienda, la comunicazione offline e online, etc… siano cose distinte tra di loro e che la progettazione grafica (marchio, logotipo, immagine coordinata, sito web, etc…) nasca grazie alla bravura del “creativo di turno” notoriamente propenso a dire “ci penso io”, sei completamente fuori strada!
Anzi, se lo credi davvero, evita di continuare a leggere questo post e fai qualcos’altro di più divertente.

E sai perché?
Perché l’immagine da sola non funziona più e te ne accorgi immediatamente quando non produce risultati commerciali.
Per quanto mi riguarda, uno dei miei presupposti, per un design efficace, è il confronto e la collaborazione reciproca tra le persone (tra me/il mio Team e il cliente), affinché anche l’imprenditore/libero professionista possa accorgersi di quanto il lavoro di un designer sia determinante per un’idea, per un’immagine aziendale e quindi per il suo business.

Ora cerca di leggere attentamente perché voglio rivolgerti una domanda ben precisa:
sei sicuro che la forza commerciale di un “brand” dipenda solo e soltanto da un’immagine grafica?

Ma certo che no!

Se ancora oggi alcune forme d’immagine coordinata sono considerate icone intramontabili, dei Brand, è perché si è riusciti a coniugare una singolarità interna ad una veste grafica esterna.
Paul Rand, uno dei massimi esponenti del graphic design internazionali, sentenzia così:
good design means good business
“un buon design significa un buon business”

ORA LEGGI QUESTO, TI PIACERÀ.
Cinque esempi da cui prendere spunto:
AEG, Agip-Eni, Lufthansa, Regione Trentino e Perù.

SEGUONO I CINQUE ESEMPI

1

AEG: identità visiva dal 1908 ad oggi

logo aeg designer di Teramo Gabriella Sperandio

L’immagine coordinata dell’azienda tedesca AEG, leader nel settore degli elettrodomestici.
Per la veste grafica dell’azienda, la AEG incaricò il designer Peter Behrens, a cui venne commissionato la creazione di una corporate image. È il primo incarico di questo tipo, il primo progetto mai intrapreso da un’azienda sino a quel momento. Behrens sintetizza il suo lavoro con il principio “perfetto nella forma e nella funzione”, che rimarrà alla base, appunto della singolarità di AEG. È il suo segno di artista, con messaggi semplici, forme pure e geometricamente chiare.
Una veste grafica che è riuscita a far percepire al suo mercato di riferimento, la sua singolarità commerciale.

Certamente non solo con l’immagine!

2

ENI: identità visiva dal 1953 al 2009

logo eni designer di Teramo Gabriella Sperandio

L’immagine dell’Agip – Azienda Generale Italiana Petroli.
È una delle prime immagini coordinate della storia nella comunicazione visiva, che nel 1953, approdò con l’immagine più famosa della grafica mondiale il “cane a sei zampe” con la testa all’indietro e la fiamma proiettata nella stessa direzione. Ideato da Luigi Broggini, fu ripreso da Bob Noorda nel 1972, per studiarne il completo redesign al fine di mettere ordine nella enorme varietà di declinazioni del marchio. Noorda quindi ridisegna il cane di Broggini e lo rende più moderno: le creste sono meno accentuate per ricordare meno chimere e grifoni germanici, l’occhio è tondo e più grande. Un cane meno feroce, più familiare…

Infatti, il nuovo segno sarà il marchio dell’Eni che con l’aggiunta della parola “group” diventerà prefisso dei logotipi di tutte le Società e confermare graficamente il nuovo assetto di Corporate.
Ma i tempi cambiano, con esso cambiano anche i contesti (Eni si avvia verso la privatizzazione, il titolo viene quotato alla Borsa italiana e al NYSE New York Stock Exchange), e come ho sottolineato in precedenti post, il contesto di riferimento è l’elemento fondamentale sul quale calibrare un’efficace comunicazione visiva.
E cosi nel 2009, anche il cane a sei zampe deve seguire il cambiamento attraverso il restyling del marchio.

Ci furono grandi sorprese?
Apparentemente no. Rimane l’eredità del cane a sei zampe, simbolo di una singolarità granitica, quale fedele amico dell’uomo a quattro ruote. L’innovazione è visibile nella campagna pubblicitaria datata 2010 in cui il cane a sei zampe di Eni esce dal quadrato e si “proietta” verso una realtà aziendale nuova che comunica dinamicità e tensione verso il futuro. La scritta si presenta in modo originale e i caratteri sono in minuscolo per evidenziare il rapporto di prossimità che Eni vuole stabilire con fornitori, clienti azionisti e collaboratori

3

Lufthansa: identità visiva

logo lufthansa designer di Teramo Gabriella Sperandio

Lufthansa azienda leader tra le compagnie aeree.
Mi viene da dire: “sembra che il design abbia incontrato l’innovazione, sin dagli esordi”!
Dal mio punto di vista un logo eccellente, disegnato da Otl Aicher e dal suo team, è capace di integrare, la grazia di un volatile alla potenza di un aereo. Un connubio di rigore ed efficienza, eleganza e dinamismo, fiducia e sicurezza, caratteristiche e percezione che in volo, per molti, fanno la differenza, anche per me!
Tutto ciò, rimarcato dalla scelta dei colori di forte contrasto cromatico, ad amplificare l’ottima leggibilità in qualsiasi condizione di luce.

4

Regione Trentino: identità visiva

logo regione trentino designer di Teramo Gabriella Sperandio

L’immagine visiva della Regione Trentino al quale re-branding ho partecipato, in qualità di designer presso lo studio Minale Tatterfield di Londra, che ha seguito tutta l’operazione.

www.minaletattersfield.com/en/post/2302/trentino-2013
www.gabriellasperandio.com/project/brand-identity-regione-trentino/

5

Perù: identità visiva

logo perù designer di Teramo Gabriella Sperandio

Per chiudere questa “carrellata” dedicata all’immagine visiva, voglio citare il progetto di Brand Identity del Perù. Il progetto porta la firma di Future Brand, che nel 2003 aveva già creato il logo dell’Australia, e che per motivi personali e professionali ho voluto analizzare in maniera dettagliata.
A questi due aggiungerei anche il nuovo logo della Juventus, a cura di Interbrand, che ha fatto parlare in molti dividendoli tra sostenitori entusiasti e
 oppositori feroci.

Se t’interessa capire il segreto di come hanno fatto queste organizzazioni a dare una percezione differente e di successo, continua a seguirmi perché nei prossimi post ti svelerò alcuni punti chiave.

UCCIDI LE VECCHIE IDEE PRIMA CHE SIANO LORO A FARLO CON TE.

Gabriella

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