“Ogni problema d’identità visiva ha un numero variabile di soluzioni”.
Il problema è che non sai mai qual è la soluzione:
per un problema di troppa scelta;
per un problema di poca dimestichezza con quello che stai facendo;
per un problema di coraggio, perché hai paura di scegliere;
perché non hai sviluppato la tua unicità visiva, quindi per te una cosa vale l’altra;
etc…

La soluzione che propongo ad ogni cliente è la ricerca e lo sviluppo della propria singolarità.

Designer Teramo Gabriella Sperandio

Per esempio, la singolarità parte dal biglietto da visita.
Negli anni ’90 era l’unico strumento di comunicazione per avere riconoscibilità, oggi è stato affiancato (ma non sostituito) da una serie di straordinarie piattaforme social. Attenzione però a non dimenticare che dietro ad un’identità digitale c’è sempre una persona reale.
Esempio: vado in fiera tre giorni, ogni giorno parlo con 100 persone, alla fine della fiera avrò 300 contatti, quindi 300 persone, non 300 identità digitali. Quindi è vero che il mondo oggi è sul web ma due considerazioni devono essere prese come Vangelo:
– prima vengono le persone reali;
– se non c’è stato uno scambio di biglietti da visita, quella persona non la ritroverò più nell’oceano del web, straordinario che sia (perché non ricorderò nemmeno il nome da digitare su Google!).

Con l’avvento del “tutto è digital”, l’uso del biglietto da visita lo si reputa del tutto marginale, ma attenzione, perché è il primo riferimento per essere identificati, quindi per fare una buona prima impressione. Infatti dal biglietto da visita chi hai di fronte percepisce subito chi sei e di cosa ti occupi. Insomma, è uno strumento d’identità visiva di grande importanza e un’opportunità per la tua azienda o per la tua libera professione, perché è il primo vero “link” verso un’identificazione più ampia, che si svilupperà successivamente attraverso altri mezzi di comunicazione digitali, quali: web, social e altro.

Essendo un condensato di informazioni quali: nome, logo, qualifica professionale e contatti, il tutto deve essere:

stilisticamente in linea con la tua identità;
sintetico;
leggibile;

corretto (che le informazioni siano digitate in maniera corretta).

A parte queste caratteristiche tecnico-grafiche e partendo dall’assunto che è il primo strumento d‘identità visiva, quali sono le fondamenta sulle quali deve essere progettato?

Una su tutte: la semplicità

Vediamo ora alcuni esempi di biglietti da visita che tradizionalmente mi vengono richiesti.

Avvocato: trasmette uno stile professionale e classico, ma al tempo stesso moderno. Mi raccomando: abbandonate il tradizionale corsivo. Per i colori sono da preferire il blu scuro, il bordeaux oppure l’avorio. Le informazioni lievemente a rilievo, in una composizione chiara e leggera. Eviterei loghi o altre quisquilie.

Commercialista: la natura professionale è molto simile all’avvocato, per questa ragione userei gli stessi criteri grafici elencati sopra. Aggiungerei una ricerca in più per quanto riguarda il tipo di carta, preferibilmente cartoncino pesante.

Rappresentante: qui se da una parte si può liberare la fantasia, dall’altra dipende molto dall’azienda e dal prodotto che rappresenti.
È importante che il potenziale cliente ricordi il tuo nome, quindi l’uso del colore è un elemento di forte riconoscibilità.

Assicuratore: deve prevalere il logo della compagnia e il proprio nome. Questo può essere indicato in uno spazio bianco accanto al logo, suddividendo il biglietto idealmente in due parti. Da una parte si indicano gli estremi della compagnia, dall’altra il tuo nome e i tuoi recapiti personali. Anche qui focalizza l’attenzione sul tipo e sulla grammatura della carta.

Idraulico, meccanico ed elettricista: il mio consiglio è usare una carta plastificata, quindi più resistente, dai toni scuri. Sono i biglietti da visita che vanno per la maggiore, quindi il mio consiglio è usare la massima attenzione stilistica. Che tu ci creda o no, vale soprattutto per l’idraulico, il suo biglietto viene spesso messo come soprammobile e diventa un vero e proprio complemento di arredo nelle nostre case. E poi tieni sempre presente che: “sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico”. Citazione a parte, in questo caso massima visibilità al nome e al numero telefonico, insomma alla parte informativa.
Per il meccanico l’unico consiglio che mi sento di dare è di abbandonare la classica riproduzione con impresso il logo di un’automobile.

Fioraio: qui ti puoi sbizzarrire tra colori e fiori. Ovviamente, massima attenzione al numero telefonico, chi non ha mai chiamato un fioraio all’ultimo momento? Colori freschi magari un Greenery, un verde molto chiaro, ma anche un azzurro molto fresco quale ad esempio il Paradise Island. Sul tipo di carta, direi una carta naturale con una piccola percentuale di fibra di cotone.

Parrucchiere: un elemento originale può essere quello di realizzare un biglietto da visita fronte-retro. Sul front elementi grafici, niente chiome di capelli stilizzate, e informazioni di contatto mentre sul retro potrebbe essere utile considerare uno spazio per annotare i futuri appuntamenti. Essendo i parrucchieri curatori d’immagine, consiglierei la massima Eleganza.

Ristorante: l’inserimento di una fotografia oppure di una stilizzazione grafica del locale è un modo per facilitare al cliente la memorizzazione del posto. Anche in questo caso è possibile avere un biglietto double-face, sfruttando la parte posteriore per fornire delle indicazione in più sulla tipologia del locale e i dei cibi serviti.

Grafica Singularity della designer di Teramo Gabriella Sperandio

Dal mio punto di vista, non aggiungo altro, se non dire che al di là della composizione grafica generale:
scelta del colore
scelta della font
scelta della carta
scelta delle informazioni di contatto,
a prescindere dalla bravura tecnica del Graphic Designer che contatti, la vera differenza la farà sempre quanto ricerchi e sviluppi la tua singolarità.

UCCIDI LE VECCHIE IDEE PRIMA
CHE SIANO LORO A FARLO CON TE.

Gabriella

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